Civiltà Barbara

Tugce, una studentessa di 23 anni è morto. La ragione è che era intervenuti in una lotta e ha cercato di conciliare. Per questo lei aveva battuto a morte in seguito da uno degli aggressori. Manifestazioni di protesta davanti al ospedale di Offenbach, lutto collettivo, il Presidente federale tedesco pondera di conferire il croce al merito postumo alla donna giovane. Il riconoscimento del coraggio civile di un uomo giovane che ha pagato per il suo coraggio con la vita. Ma è anche una rappresentante della cultura della parola. Qualcuno, che – rifiutando violenza fisica – ha cercato di comporre la disputa verbalmente. Già nel 1918, ci si rese conto che la violenza aveva poi assunto una misura che non era più compatibile con la visione umanistica. Nonostante della Società delle Nazioni e delle Nazioni Unite non è stato in grado di evitare ulteriori guerre dopo la prima guerra mondiale. La forza bruta tra i popoli. Lo si trova, purtroppo – e sempre più – nella società stessa. Soprattutto i giovani diventano sempre più brutali. È perché non parliamo la nostra lingua? Sono le pellicole glorificando la violenza? O cominciamo a degenerare? L’umanità ha raggiunto l´apice della sua evoluzione? Forse sto esagerando. Ma tutti noi dovremmo pensarci. Riposa in pace, Tugce!

 

Barbarenkultur

Tugce, eine 23-jährige Studentin ist tot. Der Grund: sie hatte sich in einen Streit eingemischt und zu schlichten versucht. Dafür hatte sie einer der Aggressoren hinterher zu Tode geprügelt. Mahnwachen vor dem Offenbacher Krankenhaus, kollektive Trauer, der Bundespräsident lässt die posthume Verleihung des Bundesverdienstkreuzes an die junge Frau prüfen. Anerkennung der Zivilcourage eines jungen Menschen, der seinen Mut mit dem Leben bezahlte. Aber auch einer Vertreterin der Kultur des Wortes. Jemandem, die körperliche Gewalt ablehnte und Streit verbal zu lösen versuchte. Schon 1918 erkannte man, dass die Gewalt damals ein Ausmaß angenommen hatte, das mit dem humanistischen Menschenbild nicht mehr vereinbar war. Trotz Völkerbund und Vereinten Nationen ist es nicht gelungen, weitere Kriege nach dem Ersten Weltkrieg zu vermeiden. Rohe Gewalt zwischen den Völkern. Man findet sie leider auch – und das zunehmend – in der Gesellschaft selbst. Gerade die Jugendlichen werden immer brutaler. Liegt es daran, dass wir unsere Sprache nicht mehr beherrschen? An gewaltverherrlichenden Filmen? Oder beginnen wir zu degenerieren? Hat die Menschheit ihren Entwicklungszenit erreicht? Vielleicht übertreibe ich. Wir sollten aber alle darüber nachdenken. Ruhe in Frieden, Tugce!

 

© Thomas Dietsch

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